Non è fondata la questione di legittimità costituzionale della produzione di nuovi documenti in appello

La previsione che un’attività probatoria, rimasta preclusa nel giudizio di primo grado, possa essere esperita in appello non è di per sé irragionevole, poiché «il regime delle preclusioni in tema di attività probatoria (come la produzione di un documento) mira a scongiurare che i tempi della sua effettuazione siano procrastinati per prolungare il giudizio, mentre la previsione della producibilità in secondo grado costituisce un temperamento disposto dal legislatore sulla base di una scelta discrezionale, come tale insindacabile» (ordinanza n. 401 del 2000).

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La dichiarazione è sempre emendabile

La possibilità di emendare la dichiarazione dei redditi, per correggere errori od omissioni che abbiano determinato l’indicazione di maggior reddito o, comunque, di un maggior debito d’imposta o di un minor credito, mediante la dichiarazione integrativa di cui all’art. 2, comma 8 bis, è esercitabile non oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, con compensazione del credito eventualmente risultante.

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Nullità della clausola anatocistica della capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi ante delibera CICR 2000, delle commissioni di massimo scoperto e delle spese per mancanza di pattuizione

La sentenza in commento richiama la giurisprudenza consolidata in materia di nullità della clausola anatocistica della capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi ante e del mancato adeguamento alla delibera CICR 2000 e di nullità delle commissioni di massimo scoperto e delle spese per mancanza di pattuizione. 

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L’omessa dichiarazione annuale non esclude il diritto alla detrazione dell’IVA

Pur in mancanza di dichiarazione annuale per il periodo di maturazione, l’eccedenza d’imposta, che risulti da dichiarazioni periodiche e regolari versamenti per un anno e sia dedotta entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto è sorto, va riconosciuta dal giudice tributario se il contribuente abbia rispettato tutti i requisiti sostanziali per la detrazione.

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L’agente della riscossione non può stare in giudizio con il patrocinio di un avvocato del foro

Il nuovo articolo 11 del d.lgs 546/92 stabilisce che l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate… nonché dell’agente della Riscossione sta in giudizio direttamente o mediante la struttura territoriale sovraordinata, il che significa che deve stare in giudizio mediante il soggetto titolare della rappresentanza legale o di altro dipendente suo delegato e non per il tramite di un soggetto esterno alla sua organizzazione.

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Il Concessionario non può attestare la conformità di una copia

Il Concessionario non può produrre le fotocopie delle relate se il contribuente le disconosce ritenendole non conformi all’originale. Il Concessionario è un soggetto privato e come tale non ha il potere di attestare la conformità all’originale dei documenti prodotti, per cui gli stessi sono privi di rilevanza giuridica per assenza dell’attestazione di autenticità tipica di un pubblico ufficiale.

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Bollo auto: La mancata presentazione della domanda di esenzione, non determina la decadenza del beneficio

La mancata presentazione dell’istanza di esenzione non costituisce, pacificamente, causa di decadenza dal godimento dell’esenzione.

Lo ha precisato la Ctp di Caltanissetta con la sentenza n. 852/02/17 depositata il 25 luglio 2017.

Il fatto

La ricorrente, in qualità di erede, ha impugnato un avviso di accertamento relativo a tassa auto per l’anno 2010, assumendo l’inesistenza della pretesa, posto che il de cuius era soggetto portatore di handicap in situazione di gravità, peraltro riconosciuto dalla stessa amministrazione.

L’Agenzia a propria difesa ha dedotto che l’interessato, per godere dell’esenzione dalla tassa, deve provvedere a formulare l’istanza, con la necessaria documentazione, entro 90 gg. dal termine per il pagamento della tassa all’ufficio competente. Nella fattispecie, il de cuius non aveva formulato tale istanza, con riferimento al veicolo oggetto dell’accertamento, né aveva richiesto la revoca dell’esenzione per il veicolo posseduto in precedenza;

Decisione della commissione

Il ricorso è fondato. Non è contestato, e comunque risulta documentalmente provato dalla ricorrente, il possesso in capo al de cuius dei requisiti per godere dell’esenzione richiesta. La ricorrente ha pure provato documentalmente la rottamazione del precedente veicolo posseduto dal de cuius in data anteriore all’acquisto del veicolo oggetto di causa. La mancata presentazione dell’istanza di esenzione non costituisce, pacificamente, causa di decadenza dal godimento dell’esenzione. Tale ultima condotta costituisce tuttavia grave ed eccezionale ragione di compensazione delle spese del giudizio, posto che la ragione di esenzione è stata, di fatto, taciuta all’ufficio.